sottopelle

Non le restò che acquattarsi sotto il madido cielo nei boschi di braci del suo cuore

Archivio per Febbraio 2009

Pubblicato da ritaflorit su 11 Febbraio 2009

plantaocculta

Alcune mie  poesie su  *Imperfetta Ellisse* di Giacomo Cerrai, che qui ringrazio


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per E.E.

Pubblicato da ritaflorit su 10 Febbraio 2009

La sentence qui pèse, dès lors qu’elle libère,
Qu’elle s’applique aux meilleurs comme aux pires,
Quand même la délivrance se ferait très lente,
Doit incliner à la paix nos esprits
Soucieux de sauter le pas sans déchoir,
Toute plainte étant parole de contrition
Pour les trafiquants qui spéculent sur la peur
Dont ils diront qu’elle fut une grâce du ciel
Oh l’imposture des tyrans de l’enfance !
Nul défi, mais qu’un fier maintien déjoue
Au moment d’aborder l’épreuve suprême
Leurs ruses à disposer de nôtre fin.

***

La sentenza che pesa, dal momento che libera,
Che si applica ai migliori come ai peggiori,
Quand’anche la liberazione fosse molto lenta,
Deve disporre alla pace i nostri spiriti
Preoccupati di superare l’ostacolo senza cadere,
Ogni lamento diventando parola di contrizione
Per i trafficanti che speculano sulla paura
Di cui diranno che fu una grazia del cielo
Oh l’impostura dei tiranni dell’infanzia!
Nessuna sfida, ma un fiero atteggiamento che sventi
Al momento di affrontare la prova suprema
Le loro astuzie a disporre della nostra fine.

frammento da “Poésie de Samuel Wood”
di Louis-René des Forêts

traduzione di A. Riponi

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une poesie de Joyce Mansour

Pubblicato da ritaflorit su 6 Febbraio 2009

Il pleut dans le coquillage bleu qu’est ma ville
Il pleut et la mer se lamente.
Le morts pleurent sans cesse, sans raison, sans mouchoirs
Les arbres se profilent contre le ciel voyageur
Exhibant leurs members drus aus anges et aux oiseaux
Car il pleut et le vent s’est tu.
Les gouttes folles plumées de crasse
Chassent le chats dans les rues
Et l’odeur grasse de ton nom se répand sur le ciment
Des trottoirs.

Joyce Mansour da Prose et poesie, Actes Sud 1991

Piove nella conchiglia blu della mia città
E il mare si lamenta.
I morti piangono senza tregua, senza ragione, senza fazzoletti
Gli alberi si stagliano contro il cielo viaggiatore
Esibendo i loro membri ispidi agli angeli e agli uccelli
Perché piove e il vento tace
Le gocce folli spiumate di sporcizia
Scacciano i gatti nelle strade
E l’odore lascivo del tuo nome si sparge sul cemento
Dei marciapiedi.

traduzione rita r. florit


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