
elaborazione grafica di: *Cirri* installazione di Giorgio Bevignani
” Il silenzio vibra. La vibrazione assume un ritmo. Diventa un intersecàrsi di ritmi.
Questi diventano forme visibili, luminose”
Elémire Zolla – Archetipi
E’ il pungolo del sempiterno azzurro
che dirompe, cielo disperso a sovrastare
rocce ossute.
Franti rivissuti istanti in foglie tremule,
moti oscillanti. All’orizzonte percorribili silenzi.
Scie di comete in polvere,
e germinammo…
La vita ci raccolse interi, non lacerati
in estasi scagliate. Poi vennero i sapori,
singoli suoni, battiti impalpabili.
Il bianco infingimento, demone mercuriale
di risa e astuzie ed oltraggiosi eccessi.
Deità verde amorosa chescioglimembra
eancoramitormenti! Copula giallablu,
dissipa tu… staffile che volteggi e mi ti fondi
in carne.
Il grigio pathos, l’ira scarlatta lux invicta,
di polpa e spremitura si cifrò la porpora,
fulvo il coraggio ci marchiò col sangue.
Ed abitammo il buio, porosità assetata
di potenza, ventre incavato, silenzio
risonante. Contrazione d’indaco ci espulse.
Sopore ci sorprese, dorato senso della meraviglia.
Sospesi procediamo in equilibrio. Càlamitati
reperti stellari dolci dondolano, respirano.
rita r. florit
dall’antologia “Roma verso Milano”
Lietocolle, 2007
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