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Archivio per la categoria ‘Pierre Jean Jouve’

Pierre Jean Jouve – Fin du monde

InPierre Jean Jouve, traduzioni su 7 aprile 2012 a 4:59 pm

Le poète a toujours

au cœur d’immenses murs

couverts de signes

quand les villes partout

voient crouler leur amour

sous toi dispensateur

de déserts. Il verra

s’effacer tous les signes

Tu ne veux à ces murs

que la légère odeur

du vide et la douleur

qui sépare à jamais

être néant et signe.

*

Dentro sé il poeta ha sempre

muri immensi

coperti di segni

mentre le città dovunque

vedono crollare il loro amore

sotto il tuo potere dispensatore

di deserti. Vedrà

cancellarsi ogni segno

Tu non vuoi di questi muri

che il leggero odore

del vuoto e il dolore

che separa per sempre

essere nulla e segno.

 

 (tr. di Alfredo Riponi e Rita R. Florit)

 

 

*

 

Queste mura interiori del poeta, coperte di segni che poi si cancellano, perché “Tu” (Dio?) vuole solo conservare di queste mura l’odore del vuoto, “l’odore dell’argine negli occhi”…, c’è questo iato tra essere, nulla e segno, odore del vuoto, dolore della separazione tra segno e senso. Ci sono i riferimenti biblici al crollo delle mura di Gerico e Gerusalemme, questa visione apocalittica da “fine del mondo”. Il crollo delle mura delle città è quello del culto che viene loro reso. Della “Nuova Gerusalemme” descritta nell’Apocalisse è detto che “le sue porte non verranno mai chiuse; resteranno aperte tutto il giorno, e non ci sarà mai notte”. Il poeta si rivolge a Dio e il suo è un dio biblico, più ebraico che cristiano, un dispensatore di deserti che ricorda l’Adonai, signore degli eserciti, un dio guerriero che schiaccia i suoi nemici e distrugge le città, metafora anche della Guerra che è stata un fantasma potente per Jouve, questa poesia è del ’47, gli echi della guerra non sono del tutto spenti ….

(a.r - r.r.f.)

 

.

Il giardino dell’Eden

InPierre Jean Jouve su 7 luglio 2010 a 1:14 am


À l’orient
On voit le réservoir du jour et de la nuit tandis qu’au nord réside la fraîcheur désirée. Les vents insoumis viendraient plutôt de l’ouest mais qui le sait jamais? Dans le sud les étoiles tracent le signe appelé Croix, et les montagnes sont chargées de fermer le monde et les parties intérieures du monde ou jardins, car au-delà commence la grande quantité de liquide laquelle n’a point de fin, ni vie ni habitants.


continua qui

http://rebstein.wordpress.com/2010/07/01/il-giardino-delleden/

Pierre Jean Jouve

InPierre Jean Jouve, rita r. florit, traduzioni su 7 settembre 2009 a 11:15 am

Traverse d’un cri mon cerveau, hirondelle aux quatre
douleurs
C’est aujourd’hui le plus ancien printemps
Dans le ciel gris la croix grise du convent
Et la tempête a métamorphosé les verdures.


*Deserts* da les Noces (1925-1931)


photo by G. Antonietti di Cinarca

photo by G. Antonietti di Cinarca


Rondine di dolori, trafiggi con un grido il mio cervello
Oggi è la più antica primavera
Nel cielo grigio la croce grigia del convento
E la tempesta ha trasmutato il verde.


traduzione di rita r. florit


Espiritual

InAlfredo Riponi, Pierre Jean Jouve, rita r. florit, traduzioni su 22 luglio 2008 a 6:12 pm

 

ESPIRITUAL
 

Après un siècle la figure de la soie

Qui retenait le ventre avait été brulée

Mais la lettre mise en contact avec le nard

Enfermée dans un coffre de fer

Sentait encore l’intime en traversant le fer.


 

Pierre Jean Jouve Matière céleste


 

***


 

Dopo secoli la forma della seta

Che cingeva il ventre era stata bruciata

Ma la lettera in contatto col nardo

Chiusa in un forziere ancora

L’intimo odorava attraverso il ferro.

 


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traduzione rita r. florit e alfredo riponi

 

  

 

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