sottopelle

Non le restò che acquattarsi sotto il madido cielo nei boschi di braci del suo cuore

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il mese più crudele

Pubblicato da ritaflorit su 18 Aprile 2008

Ci sono gusci ruvidi nell’erba
rotondità di vento rotolanti
che incespicano all’orlo del non detto
ritratte in gelido fruscìo superbo

Ci sono ampolle chiare e cristalline
in cui bere il veleno dell’aprile
fiale spezzate gocce traballanti
in dondolìi di cenere violetta

Ci sono guizzi acerbi di ramarri
nascosti tra le mille fioriture
passo d’addio all’inverno rintanato
in ringhiera di piccolo balcone

Ci sono le minuzie in zampettìo
che pigola e riluce nelle piume
e dice l’universo della cura
l’artiglio d’ala calda che le copre

Ci sono segni duplici e perfetti
che fanno guardia all’innocente cuore
il fragile riveste scorza dura
invipera alla minima stortura

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Amelia Rosselli

Pubblicato da ritaflorit su 10 Aprile 2008

.

Convinta d’esserti fedele tradivo in me la gioia e
il dolore: equinozio equidistante che mi teneva lontana
dal mare, dall’odore dei boschi che sono la tua calma
la mia marea di sogni.


Amelia Rosselli da *Variazioni*

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la dura superfice

Pubblicato da ritaflorit su 2 Aprile 2008

La dura superficie
consistenza percorsa dalle dita
mi porge il senso solido

ossifico in solitudine
nell’estasi trafitta dalle palme
in respiro vegetalminerale

In manto d’assenza
con cieli e cieli ombreggiati nelle mani.
il pulsare fosforico vegliava

Volendo avrei potuto nutrirmi unicamente
della luce resistere alla materia
consegnarmi alla trasparenza

Gli occhi in cristalli di foglie
l’intermittenza delle palpebre
pelle oliata di suoni

L’udito affievolito a sera
regredivo all’aria all’arsura
inesorabile perdevo consistenza


rita r. florit
chowara, intorno a i primi di marzo 2008


***

La dure surface
consistance parcourue par les doigts
me donne le sens solide

j’ossifie en solitude
dans l’extase pénétrée par les palmiers
en souffle végétominéral

En manteau d’absence
avec les cieux et les cieux ombragés dans les mains.
le battement phosphorique veillait

En voulant j’aurais pu me nourrir seulement
de la lumière résister à la matière
me remettre à la transparence

Les yeux en cristaux de feuilles
l’intermittence des paupières
peau huilée de sons

L’ouïe affaiblie au soir
je régressais dans l’air et dans la soif ardente
inexorable je perdais consistance

Chowara, autour des premiers jours de mars 2008

traduction de alfred r.

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kanikonna

Pubblicato da ritaflorit su 29 Marzo 2008

Gocciola di rimbalzo
l’albero pointilliste

sulle strade di polvere
squarci di spaziotempo

benedice il kaos
il maggiociondolo gemello

dilava l’afa dorme Vishnu
nel giallo sorriso dei fiori

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