sinossi dei licheni

di Giacomo Cerrai


Come intonaco vivo

c’è un ritrarsi prudente,

sul muro,

dei licheni. Lo pensai ieri,

quando ci fu necessità

di aggrapparsi a qualcosa.

Il muro è qualcosa,

il muro è la sostanza,

verticale.

Oltre ad esso, nel taglio netto

dei campanili,

c’è una luce diversa, presenze.

Non so che visita

mi toccherà oggi.

*

Sei qui, in carne ed ossa,

ma taci. O forse è un sogno,

una proiezione sul muro. Infatti

noto ora i licheni,

sulla tua bocca,

come un cancro circospetto. Le parole

non attaccano, glissano

sul salnitro giù giù

in una pozza indistinta di brusii.

Sì, per questo sorrido e subito

dimentico.

E’ così tipico di te

essere dove non sei.

*

Dei molti metalli di qui,

delle scodelle i cucchiai corti

l’alluminio rigato preferisco:

non c’è ruggine che s’allarghi

come i licheni bruni e nell’opaca

lucentezza, finito il cibo, non c’è

rischio che ci si specchi

questa faccia scambiata.

E il suono sulle inferriate

è buono e di notte

la freschezza dell’acqua,

rugiada dei silenzi,

nel bacile.

*

Non sei venuta, oggi,

non verrai, gli occhi non mi dicono

niente.

Non ci sono più parole nell’inchiostro.

Nel parlatorio vecchio

cessano i bisbigli e l’aria

raffredda sui selciati,

scurendosi la sera.

Niente importuna i licheni

nella loro nicchia.

I topi non li rodono che io sappia

altri appetiti limitandosi

al poco.

La corda che intrecciai

ancora tiene.

Credo che me ne andrò stanotte.


[L’intero poemetto  qui]


***

Giacomo Cerrai è nato a S.Giuliano Terme (Pisa) nel 1949. Ha studiato a Pisa, dove abita e lavora, e dove si è laureato in Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea con Silvio Guarnieri. Ha pubblicato una raccolta poetica, Imperfetta Ellisse (Accademia Casentinese di Lettere, Arti e Scienze) e una silloge autoprodotta, La ragione di un metodo (Lulu.com). Ha collaborato in passato a “Private”, rivista di fotografia e scrittura, è uno degli autori del volume dedicato a Cesare Pavese “AA.VV. – Cesare perduto nella pioggia” a cura di Massimo Canetta, Di Salvo Editore Napoli, e della antologia “Vicino alle nubi sulla montagna crollata”, a cura di Luca Ariano e Enrico Cerquiglini, Campanotto Editore.
Gestisce il blog “Imperfetta Ellisse” (http://ellisse.altervista.org). Suoi testi sono reperibili in vari siti, come “La poesia e lo spirito”, “La dimora del tempo sospeso”, “Oboe sommerso”, “Via delle belle donne”.
La presente è una sezione di un lavoro inedito più vasto, che l’autore sta lentamente elaborando.

***

La parola riflette l’osservazione minuziosa dell’emozione, consegnando allo sguardo la presenza-assenza evocata. Se il muro è il confine del mondo e del relazionarsi all’Altro, [il muro è la sostanza,/verticale./Oltre ad esso, nel taglio netto/dei campanili,/c’è una luce diversa, presenze.] i licheni ne insegnano la percorribilità, e la qualità persistente.
[Niente importuna i licheni nella loro nicchia]. Segnale temporale. Inesorabile simbionte. Se il confine via via si popola e si vivifica sono i licheni la vera presenza-essenza che (s)muove. Se il muro è proiezione immaginifica il lichene ne è la sua trasfigurazione. [O forse è un sogno/una proiezione sul muro./ Infatti noto ora i licheni,/sulla tua bocca,/come un cancro circospetto.]. Costante presenza sostitutiva che inquieta, anche se attira. [non c’è ruggine che s’allarghi/come i licheni bruni e nell’opaca/lucentezza, finito il cibo, non c’è/rischio che ci si specchi/questa faccia scambiata.]. Sostanza oscura da nominare-dominare.
I tratti neri della scrittura non se-ducono. Ci si vuole con-durre, si andrà oltre il confine.

r.r.f



Annunci

7 pensieri riguardo “sinossi dei licheni”

  1. riproposta…

     
     
     
    Rita Regina Florit, che ringrazio molto, ha avuto la cortesia di riproporre sul suo blog "Sottopelle", con un bel commento, un estratto del mio poemetto "Sinossi dei licheni", ebook di Clepsydra Edition. Trov…

    Mi piace

  2. Che bei versi, Giacomo.

    Spero di non allontanarmi troppo dalle tue intenzioni, ma mi viene in mente che potrebbe essere il diario di un condannato a morte, nella sua fredda cella, il sogno di un suicida, la metafora (platonica?) dello schiavo e della caverna.

    Muro e licheni: quante suggestioni.

    Crescono i licheni, si allargano, coprono il muro fino a farci dimenticare che dietro i licheni c’è ancora un muro, così che non sappiamo più che cosa c’è dietro il muro nè tanto meno che cos’è un muro.

    Eppure qualcosa, dall’altra parte del muro, ci chiama. Presenze inquietanti si scambiano il volto nel gioco delle luci e delle ombre, le bocche sono inferriate arruginite e i capelli le corde a cui aggrapparsi.

    Il muro ci rivela che c’è dell’altro che gioca a non farsi trovare, a non farsi riconoscere (“E’ così tipico di te/essere dove non sei”)e tutto lascia credere che – in un modo o nell’altro – ce ne andremo stanotte. Solo i licheni resistono, forse come l’agave montaliana che “ancora tiene”. A questo servono i muri, servono a noi chiusi nelle nostre celle/caverne, alle nostre illusioni che delle certezze si nutrono.

    E il muro è una certezza (“Il muro è qualcosa,/il muro è la sostanza) che inevitalbimente divide ma nel farlo conferisce l’esistenza anche all’altro da cui ci separa, è il “taglio netto” da cui – nel bene e nel male – nascono le cose.

    A presto,
    Giovanni

    Mi piace

  3. caro Giovanni, mi scuso ma leggo solo oggi il tuo commento, che trovo molto centrato e interessante. Hai intuito moltissime delle cose sottintese, sia a livello metaforico che ideico. La prospettiva generale è quella di una situazione concentrazionaria e in qualche modo definitiva in cui l’uomo si dibatte e in cui forse non esiste nemmeno la libertà di scomparire. Solo la natura, ma quella elementare e simbiontica, è forse davvero libera.
    Proprio perchè è molto acuto, mi permetto di aggiungere il tuo commento sul sito di Clepsydra, dove se vuoi trovi altri interessanti interventi (qui:http://www.clepsydraedizioni.com/?p=23)
    grazie ancora
    Giacomo

    Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...