Miró – Leiris

 

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Joan Miró ou feu follet?
Bûcheron ou sylvain ?
Racine fourchue ou mandragore ?
Forêt d’automne ou arlequin ?
Sang ou rubis ?
Dame ! C’est selon…

*

Joan Miró o fuoco fatuo ?
Boscaiolo o silvano ?
Radice forcuta o mandragora
Foresta d’autunno o arlecchino ?
Sangue o rubino?
Beh ! Dipende …

 

Michel Leiris , Marron sculptés pour Miró, 1961, in Mots sans mémoire, Gallimard 1969
traduzione Rita R. Florit

 

 

Catalogo della mostra al Museo de l’Athénée del luglio 1961 con litografia originale di Miró in copertina.  L’edizione originale di « Marrons sculptés pour Miró », testo omaggio scritto da Michel Leiris è la  prefazione al catalogo pubblicata in plaquette (100 esemplari) 

O.V. de L. Milosz – Sinfonia di novembre

[…]
Tutto sarà proprio come in questa vita! – Lo stesso giardino,
Profondo, profondo, fitto, oscuro. E verso mezzogiorno
Felici d’esser lì si riuniranno
Persone che non si sono mai conosciute e che non sanno

Le une  delle altre se non questo: che ci si dovrà vestire
A festa e avviarsi nella notte
Degli scomparsi, da soli, senza amore e senza lume.
Tutto sarà proprio come in questa vita. […]

O.V. de Lubitsch Milosz, da Sinfonia di novembre e altre poesie, Adelphi, 2008
trad. M. Rizzante

G. Deleuze – L’esausto

[…]
l’esausto resta seduto al suo tavolo, “testa china appoggiata alle mani”, mani sedute sul tavolo e testa seduta sulle mani, testa raso tavolo. Postura dell’esausto, che Nachte und Träume riprende sdoppiandola. I dannati di Beckett sono la più stupefacente galleria di posture, andature e posizioni, dopo Dante. Certo Macmann osservava che “si sentiva più a proprio agio seduto che in piedi e coricato piuttosto che seduto”. Ma questa è una formula più adatta alla stanchezza che alla sfinitezza. Sdraiarsi non è mai la fine, l’ultima parola, è la penultima, e si rischia di essere abbastanza riposati, se non per alzarsi, almeno per girarsi o strisciare. Per fermare lo strisciante, bisogna ficcarlo in un buco, piantarlo in un orcio dentro il quale, non riuscendo più a muovere le membra, smuoverà ancora qualche ricordo. Ma la sfinitezza non si lascia ancora sdraiare e, a notte fatta, resta seduta al suo tavolo,  la testa svuotata su mani prigioniere.
[…]

Gilles Deleuze, L’esausto, Nottetempo 2016

Beckett – Bach

[Per Marcello e Siegfried]

Smania visto questo –
questo –
qual’è la parola –
questo –
questo questo –
questo qui –
tutto questo questo qui –
smania dato tutto questo –
visto –
smania visto tutto questo questo qui di –
di –
qual’è la parola –
vedere –
intravedere-
credere d’intravedere –
smania di voler credere d’intravedere quale –


Qual’è la parola in  S. Beckett, Poesie, Einaudi, 1999
a cura di G. Frasca